YOGA: UNA VIA VERSO L’INFINITO – PRIMA PARTE

Fra le tante definizioni e denominazioni simboliche che hanno provato a portare più luce sul significato profondo del sistema YOGA c’è anche quella della “Via dell’Infinito Divino” o la “Via verso l’Infinito“. Questo ci suggerisce che l’obiettivo ultimo della pratica yoga è la rivelazione diretta, effettiva, della Realtà Divina, in altre parole, la realizzazione di un contatto continuo, consapevole con la causa principale Suprema che è Dio.
Volendo esprimerci con la terminologia cristiana, potremmo dire che lo YOGA è un modo rapido per entrare consapevolmente in contatto e fondersi con la realtà divina, suprema, quella che Gesù ha chiamato “Il regno di Dio” o il “Regno dei Cieli”. A proposito di questo, Gesù afferma senza equivoci che, oltre al fatto che il Regno esiste in una dimensione misteriosa, esso ha un punto di contatto in ciascuno di noi. Inoltre, per quanto paradossale possa sembrare, quest’esperienza fondamentale non può essere situata nel tempo così come lo consideriamo noi normalmente, cioè una dimensione lineare ad un senso unico, che va dal passato al presente e poi al futuro, contenente un universo puramente materiale.

 

UN’ESPERIENZA SPIRITUALE SI SVOLGE TRA IL TEMPO E “NON-TEMPO”

 

Il momento sacro in cui si svolge ogni esperienza spirituale yogica si trova in realtà nel punto di intersezione tra il tempo e il “non-tempo”, in quel punto misterioso dove “prima” e “dopo” vengono neutralizzati in un unico ORA o, in altre parole, in un presente continuo. Di fatto, questo ineffabile e misterioso ADESSO che rivela l’ETERNITÀ è quello in cui può essere realizzata l’esperienza della conoscenza diretta della PRESENZA
 DIVINA.
 In effetti, analogicamente parlando, la nostra esistenza presente può essere paragonata a un fascio di scintille, ogni scintilla della durata di pochi secondi, dove il fascio stesso non dura più di pochi minuti. La Realtà essenziale divina non può essere momentanea o passeggera. Essa è atemporale ed eterna. Ogni uomo è nella sua essenza ultima, il suo proprio “Dio”.
La sensazione della Presenza Divina, vissuta in un presente continuo, di una qualità del tutto particolare, è stata intuita e descritta in modo molto simile dagli yogi e dai grandi mistici cristiani. Così, il grande cristiano mistico San Giovanni della Croce dice in sintonia con i grandi iniziati dell’Oriente che la chiave essenziale della realizzazione spirituale consiste nel capire realmente e attraverso l’esperienza diretta, che Dio è de facto la Coscienza Unica Suprema. Lui afferma inoltre che, in virtù della logica divina, dato che Dio è la Coscienza Suprema Unica, questa Coscienza è anche necessariamente la coscienza di ogni uomo, la coscienza di ciascuno noi. Di conseguenza, ogni uomo è essenzialmente il proprio “Dio”, essendo per se stesso allo stesso tempo creatore, conservatore e distruttore. Pertanto, dalla sua coscienza individuale deve sorgere tutto il necessario per la sua salvezza o la sua realizzazione spirituale durante la sua esistenza terrestre. Questa coscienza individuale, come la Coscienza Universale che noi tutti chiamiano Dio, afferma continuamente: “Io Sono”. La via degli jnana yogi, quei praticanti yoga che si orientano nella loro evoluzione verso la perfetta conoscenza del Tutto, è la via di “io sono”. Osserviamo così una correlazione perfetta, che va fino all’identità di termini con il metodo proposto dal grande mistico cristiano San Giovanni della Croce. La grazia divina ci è sufficiente per la nostra esistenza felice.

 

Questa è essenzialmente la stessa via divina che Lao Tse ha chiamato Tao. Lo yogi, a sua volta, la chiama il “Sentiero”, ma in realtà è sostanzialmente lo stesso aspetto: quello di diventare consapevoli che la nostra vera identità è puramente spirituale. Conoscendo queste cose, ci possiamo chiedere come si può arrivare a quella presa di coscienza unificatrice e continua che ci può garantire di vivere nella nostra dimensione divina. Il sistema YOGA si basa su questo approccio spirituale, in particolare sulla meditazione spirituale che è in realtà una porta aperta verso il regno della Grazia Divina o il Regno dei Cieli. Dal momento che questo Regno non è di questo mondo, come Gesù Cristo lo ha detto molto chiaramente, bisogna che la meditazione ci elevi, portandoci gradatamente al di sopra di questo mondo, spazzando via, prima, tutte le false nozioni di ciò che chiamiamo “io”. In questo modo ci distacchiamo da quelle concezioni erronee che abbiamo intrattenuto sin dall’infanzia e a cui ci siamo affezionati dopo che ci sono diventate molto care.

 

(tratto da http://www.yogaesoteric.net/content.aspx?item=1869&lang=RO)