YAMA E NIYAMA

Yama – le astensioni, Niyama – le osservanze. Cardine e punto di partenza del percorso che il praticante dovrà seguire per ottenere la liberazione

 

Yama e Niyama sono la piattaforma etico-religiosa per lo Yoga superiore sulla quale sviluppare una personalità orientata verso il centro e verso la luce, apprendendo poi le successive sei pratiche dell’Ashatanga Yoga.

 

ll saggio illuminato Patañjali (non a caso definito Bhagavân, il divino) in un’epoca storicamente imprecisata, tra il III secolo a.C. e il IV d.C. codificò lo Yoga in un’opera unica nel suo genere – gli Yogasutra; questa straordinaria raccolta di aforismi – 196 sûtra per l’esattezza – sono giunti fino a noi grazie a una ininterrotta trasmissione orale, definita col termine paramparâ – da bocca a orecchio, da Maestro a discepolo.

 

In virtù di questo sistema complesso e organizzato si delinea il percorso che il vero praticante dovrà seguire per ottenere l’illuminazione e la liberazione dalla catena delle reincarnazioni.

 

Quale cardine e punto di partenza per una comprensione ordinata di questa strada vediamo yama e niyama – le astensioni e le osservanze – da considerarsi soprattutto come il fondamento morale dell’ashtânga Yoga che si sviluppa, oltre ai due anga appena accennati, in hatha yoga, prânâyâma, pratyâhâra, dhâranâ,dhyâna e samâdhi.

 

Lo studio e l’approfondimento via via sempre più coinvolgente di yama eniyama, costringeranno l’adepto a una meravigliosa presa di coscienza di sé, del proprio ruolo in questo grande spettacolo della Creazione… e le sorprese potrebbero non finire qui. Ci si potrebbe trovare coinvolti in un oceano di Verità, di Conoscenza e di Amore.

 

Vediamo ora che cosa sono e come possono essere interpretati questi «comandamenti», assai rigorosi ed espressi in maniera da non lasciar spazio ad alcuna deroga, a nessuno «sconto».

 

II, 30
Ahimsa-satyasteya-brahmacaryaigraha Yamah
I voti di astinenza comprendono l’astenersi dalla violenza, dalla falsità, dal furto, dall’incontinenza e dall’avidità

 

II, 31
Jati-desa-kala-samayanavacchinnah sarvabhauma maha-vratam
Questi (i cinque voti), non condizionati dalla classe, dal luogo, dal tempo o dall’occasione ed estesi a tutti gli stadi, costituiscono il grande voto

 

II, 32
Sauca-samtosa-tapah-svadhyayesvara-pranidhanani niyamah
La purezza, l’appagamento, l’austerità, lo studio di sé e l’abbandono all’Isvara (attenzione verso Dio) costituiscono le osservanze

 

Yama indica come indirizzare la propria vita, svolgendo disciplinatamente e correttamente un lavoro esterno nei confronti degli altri, eticamente corretto verso l’universo che ci ospita. Comprende:

 

A-himsha – Non violenza. Il comandamento di non uccidere
Satya – Verita. La sincerità. Imporsi di non mentire
A-steya – Non rubare. Onestà verso gli altri
Brahmacarya – Purezza nella sessualità: “Vivere come un Dio nel controllo dell’energia sessuale”
A-parigraha – Non avidità. Non essere avari

 

Niyama parla delle leggi interiori, conduce alle giuste attenzioni e riguardi verso noi stessi, attraverso l’adozione dei seguenti atteggiamenti:

 

Saucha – Purezza della mente e del corpo
Santosa – Appagamento. Vivere la vita secondo natura. Non moltiplicare i bisogni
Tapas – Ascesi. Austerità. Apprendere la sopportazione delle condizioni umane avverse
Svadhyaya – Studio delle scienze relative alla liberazione
Isvara Pranidhana – Devozione. Restare rivolti a Dio nella propria concentrazione

 

Dopo questa sintesi sui fondamenti morali necessari al tirocinio Yoga, potrebbe apparire contraddittorio affermare che una moralità di ordine elevato non è sempre richiesta nella pratica.
Chi entra nella disciplina perché è alla ricerca di potere ed ambizioni personali, potrebbe avere l’impressione di raggiungere comunque quello a cui aspira, ma è tuttavia importante sottolineare che agirà sempre nei limiti del recinto dell’auto-gratificazione e per soddisfare la propria presunzione, alimentando l’illusione tipica di una vita inferiore e mediocre.

 

E’ coltivando invece la propria spiritualità che si progredisce nella scuola dello Yoga superiore, si matura la consapevolezza della verità e dell’unione. Solo così scioglieremo i nostri legami con l’illusione (maya) e tutto ciò che si oppone alla conoscenza (avidya).