SUL SESSO E DENARO – RAMAKRISHNA

Così pensava Ramakrishna del sesso e del denaro:
“Ahimè! Tutti vengono travolti dai soldi e dal sesso. Senza risultati, io cerco qualcuno che aspiri a qualcosa di più importante. Sono veramente pochi coloro che aspirano a cose essenziali e sacre. A causa di questi mali le persone diventano frivole e si allontanano dalla ricerca interiore verso il Divino, che è l’unica ragione della vita. Come il volatile sacrifica la propria vita ai piedi del cacciatore, così l’uomo sacrifica la sua vita ai piedi del sesso e del denaro.
Invece il denaro non deve mai diventare lo scopo della nostra vita, poiché non può in alcun caso portarci al Divino. Come il fiume passa sotto il ponte senza fermarsi, così il denaro deve passare tra le nostre mani senza che noi cerchiamo di trattenerlo. Il denaro serve a nutrirci, a vestirci e a procurarci un tetto per difenderci dalle intemperie, ma è incapace di darci cose migliori di queste. Il denaro non è che un servo.
Le persone pensano spesso a Dio, ma senza fede e devozione. In questo modo Lo dimenticano e rimangono attaccati al sesso e al denaro. Il loro comportamento è come quello di un elefante che, dopo essere uscito dal bagno nel Gange, si rotola nella polvere. Ma se dopo aver fatto il bagno, l’elefante viene subito ricondotto nella sua stalla, esso non può sporcarsi di nuovo.
Nei granai delle drogherie, per evitare che i topi mangino il grano, il proprietario pone su un vassoio del riso abbrustolito ed addolcito. Così i topi si precipitano su questo riso dal sapore dolce e tralasciano il grano dei depositi. Nello stesso modo, gli uomini stanno sulla porta della Beatitudine- che vale molto di più di tanti desideri terrestri- e vengono attirati dai materiali piaceri “del sesso e del denaro”, cadendo nella trappola della grande illusione (Maya). In questo modo pensano al Divino e non imparano a conoscerLo”.