QUANTI ANNI HAI?

Per oltre duemila anni i Logici si sono divertiti a giocare con il paradosso dell’antico filosofo greco Zeno. In uno dei suoi rompicapi logici, Zeno affermò che non è possibile attraversare una strada. Il suo ragionamento era che innanzitutto bisogna percorrere metà di quella distanza, poi metà della distanza restante, quindi metà di quella che ancora rimane. Non importa quanto lontano uno vada: dovrà per sempre percorrere metà della distanza restante prima di poter completare il viaggio. Si potrebbe andare avanti per sempre, dividendo a metà distanze sempre più microscopiche ma senza mai raggiungere l’altro lato!

 

Quello che sfuggiva alla logica di Zeno, ovviamente, è che il movimento non dipende dall’andare da un punto all’altro nello spazio: ha una sua realtà propria. In verità, il movimento produce lo spazio in cui si muove. I punti lungo quel viaggio danno solo l’illusione di essere fermi. Ci si potrebbe divertire a giocare con questo concetto; molti pensatori l’hanno fatto, in passato.

 

Ciò che voglio sottolineare, comunque, è meno astratto e più immediatamente riconducibile all’esperienza umana. Voglio infatti porvi una semplice domanda: «Quale ruolo, nella vasta parabola del tempo, svolge una singola vita nella nostra esistenza totale?». È come quelle divisioni di Zeno nel semplice atto di attraversare una strada: apparentemente reali, ma illusorie.

 

Ogni vita, così come noi la viviamo, ci sembra assai reale nella sua immediatezza. Tuttavia, gli shastra affermano che è illusoria. Sri Krishna, nel secondo capitolo della Bhagavad Gita, dice ad Arjuna che l’anima non muore mai e non è mai morta. È eterna. Sappiamo, ovviamente, che entriamo nel nostro corpo al momento della nascita fisica e lo lasciamo alla morte. La morte, allora, significa semplicemente che ci liberiamo di nuovo di quell’abito. Alla luce del paradosso di Zeno e della realtà più profonda del costante movimento dell’anima attraverso il tempo, possiamo dire con eguale validità che ogni giorno, per noi, è una nuova incarnazione. Ogni giorno affrontiamo nuove sfide, nuove opportunità per crescere e imparare. Possiamo “tagliare” il tempo ulteriormente e dire, come fanno alcuni yogi, che ogni inspirazione è come una nuova nascita; ogni espirazione come una nuova morte. (In effetti, quando nasciamo la nostra prima azione è inspirare; quando moriamo, la nostra ultima azione è espirare.) Possiamo dividere il tempo in particelle ancora più sottili e dire che ogni pensiero fresco ci porta nuova vita; ogni pensiero che si dissolve, una nuova morte. Gli yogi insegnano che, con ogni respiro, c’è una corrispondente energia che sale e scende nella spina dorsale. Questa salita e discesa accompagnano ogni fluttuazione del desiderio.

 

In termini pratici, possiamo usare questi fatti per affermare qualunque cambiamento benefico nella nostra vita. Prova anche tu. Se vuoi cambiare qualche tua caratteristica, non aspettare l’opportunità che ti verrà offerta da una nuova incarnazione o da un nuovo giorno, dopo che ci avrai “dormito sopra”. Prova semplicemente a inspirare profondamente e poi, mentre trattieni il respiro, pensa a cosa vuoi cambiare nella tua vita. Focalizza quel pensiero in una forte affermazione al punto di concentrazione tra le sopracciglia, il cosiddetto ajna chakra. Tendi il corpo, per riempirlo di quella nuova energia. Poi espira. Così come la morte ci dà un po’ di sollievo dalle identità egoiche della nostra vita, offrendoci la possibilità di affermare il desiderio di fare meglio “la prossima volta”, mentre espiri dopo aver fatto la tua affermazione getta via la coscienza della tua identità mentale con l’abitudine che hai deciso di cambiare. Una forte affermazione di volontà può modificare in un giorno vecchie abitudini. È quello che mi rispose il mio Guru, quando gli dissi che volevo superare un difetto in me stesso. Una forte affermazione può veramente modificare quegli schemi con un singolo respiro!

 

Ricorda, ogni vita è fuggevole come quel singolo respiro. Proprio come è improbabile che tu ti identifichi con un respiro o con un giorno della tua vita, così dì a te stesso che l’identità che hai accettato con questo corpo è altrettanto illusoria. Nella tua vera essenza, tu sei eterno! Hai la stessa età di Brahman! Vivi nella consapevolezza che il tempo non esiste, per essere libero dalle temporanee delusioni e trionfi di una breve vita.

 

Swami Kriyananda