MENTE E MALATTIE

Sappiamo che la mente cosciente ha la possibilità di esercitare una chiara supremazia sulla mente istintiva e quindi di agire nei suoi confronti sia in senso positivo che negativo. Di conseguenza, come le suggestioni avverse di altri o di noi stessi sul nostro corpo provocano anormalità nelle condizioni generali, viceversa accade che, se ci troviamo in presenza di suggestioni positive e favorevoli, si ripristinano le condizioni di buona salute. Gli studiosi di questioni psichiche, come pure gli studiosi di fisica e gli occultisti, sono bene a conoscenza degli effetti dello stato della mente sul corpo.
Qualche esempio servirà a richiamare la vostra attenzione. L’eminente psicologo, prof. James fa rilevare che: Non esiste alcun fatto interno alla nostra coscienza, sia esso sensitivo, emozionale o anche intellettivo, che non tenda direttamente e per sua stessa funzione a scaricarsi in qualche effetto motore. È vero infatti che gli effetti motori, non hanno necessità assoluta di manifestarsi sempre e necessariamente in atti esteriori. Essi possono manifestarsi anche, ad es., come una semplice alterazione delle pulsazioni del cuore, del ritmo di respirazione, o della distribuzione del sangue (nell’arrossire, impallidire, ecc.).
In ogni modo, vi è sempre un atto motorio come conseguenza di un atto di coscienza.
Un postulato fondamentale acquisito dalla psicologia moderna è quello secondo cui ogni processo di coscienza deve proiettarsi in un moto, manifesto o irrilevabile.
Dice Bain: Sono avvenuti numerosi casi di decesso o squilibrio mentale a causa di forti shock di pena o dolore prodotto da qualche calamità; tutto ciò è in perfetto accordo con la legge generale.
Darwin affermava: In uno stato di cordoglio prolungato, la circolazione si fa più lenta, il volto impallidisce, i muscoli si rilassano, le ciglia si abbassano, la testa s’inchina sul petto contratto e labbra e guance perdono in elasticità. L’espressione di un uomo allegro è, invece, esattamente l’opposto.
Dice Olton: Secondo una legge generale, allegria, speranza, gioia, amore e desiderio di salute e di felicità, rinforzano i tessuti, migliorano e normalizzano le funzioni organiche e, complessivamente, migliorano lo stato generale. Al contrario, odio, malignità, sfiducia e altri stati morbosi della mente tendono alla disfunzione degli organi vitali e secondari.
Dice Flammarion: Una impressione, una sensazione, un qualsiasi turbamento mentale, possono produrre, pur essendo fenomeni interiori, effetti notevoli anche in altre direzioni, pertanto gli effetti fisiologici più o meno intensi, riescono a causare anche la morte. Di esempi di individui morti per una forte emozione se ne trovano a piacimento. Da lungo tempo, d’altro canto, si è ormai accertato il potere che l’immaginazione può avere sulla vita; è ben nota l’esperienza svolta da alcuni medici del secolo scorso su di un condannato a morte. Il soggetto fu legato ad un tavolo, gli occhi bendati, incapace di qualsiasi movimento. Gli fu detto, allora, che gli sarebbe stato fatto un salasso al collo, dal quale tutto il suo sangue lo avrebbe lasciato. Una leggera puntura gli fu in seguito praticata sul collo ed un sifone d’acqua collocato accanto alla sua testa, in modo tale che l’acqua fluisse lungo il collo e, scivolando, scorresse per il corpo fino ad una catinella posta a terra. Dopo qualche minuto, il condannato, credendo di aver quasi perduto tutto il suo sangue, morì di terrore.
Così si esprime Maudsley: Le emozioni possono certamente influire, positivamente o meno, sulla attività nutritiva, possono aumentare o diminuire o alterare variamente le secrezioni; vi è ragione di credere che esse agiscono non soltanto nella dilatazione e contrazione del sistema vasomotore ( il che è osservabile nel rossore della vergogna o nel pallore della paura), ma anche e direttamente, sugli organi tramite il sistema nervoso. A me sembra non irragionevole supporre che la mente può imprimere il suo tono sugli elementi individuali del corpo infondendo, di volta in volta in essi sentimenti di varia natura (speranza, vigore, timore, debolezza, scoramento).
Ancora di Darwin sono delle note circa l’effetto della tristezza sulle funzioni fisiche: La nostalgia basterebbe a disordinare le funzioni generali dell’organismo; le buone notizie favorirebbero la digestione, una vista sgradevole la nausea.
Samuel Baker afferma: In certe parti della Africa, qualsiasi moto di collera o tristezza è quasi certamente seguito da febbre.
B. W. Richardson si esprime così: Il diabete è un puro tipo di malattia di origine mentale, poichè spesso è il risultato di uno choc psichico.
Di G. Paget è questa osservazione: In molti casi ho avuto occasione di notare che il cancro ha origine da uno stato di ansietà prolungata.
E. Murchison, ancora sull’argomento si esprime quasi esattamente nello stesso modo: Ad ansietà mentale sono attribuiti molti casi di cancro, specialmente uterini o mammari, da alte autorità mediche; ed alla stessa causa si tende ad attribuire l’itterizia così come anche l’anemia.
Prosegue ancora Richardson: Le eruzioni della pelle, seguono, in genere, un surmenage psichico. Anche cancro, epilessia, forme disparate di mania ecc. hanno le cause prime in disturbi mentali. È strano constatare come questi problemi siano stati così poco oggetto di studio fino ad ora.
Di Elmer Gates sono queste parole: I miei esperimenti mostrano che sgradevoli emozioni generano reazioni estremamente negative, addirittura venefiche; al contrario, stati psichici piacevoli for mano combinazioni chimiche di valore nutritivo che stimolano la produzione di energia nelle cellule.
Il prof. Tuke, nel suo noto volume Influenza dello spirito sul corpo, cita numerosi casi di malattie generate da stati di turbamento mentale. Rileva ancora che il timore svolge una importante funzione nella diffusione delle malattie infettive come, per esempio, il colera.
Il prof. Mosso ritiene che la paura sia causa essenziale del ballo di S. Vito, dello scorbuto, della epilessia, ecc.
Molti scrittori sono andati tanto oltre, lungo questa via, da ritenere che il timore sia, direttamente o indirettamente alla base di tutte le malattie fisiche. Noi esprimiamo numerose riserve circa queste affermazioni, ma ve le riferiamo poiché una parte di verità esiste anche in esse. Per quanto abbiamo fin’ora detto, risulta evidente che qualsiasi metodo rivolto ad allontanare il timore dalla nostra mente può assumere una grande importanza nella cura delle malattie. Quasi ogni tipo di cura psichica, infatti, crea, sulla scorta di questo principio, una nuova atmosfera nel paziente. Fiducia, coraggio e speranza sostituiscono paura e rassegnazione…
Yogi Ramacharaka