LO STATO SPIRITUALE DI DISTACCO CHE SI MANIFESTA IN NOI GRAZIE AD UN’AMPIA E PROFONDA COMPRENSIONE

Lo stato spirituale di distacco comporta l’attivazione di un misterioso processo di elevazione interiore, che poi verrà fissato e mantenuto nella dimensione spirituale. Lo stato intenso e profondo di distacco è strettamente connesso all’attivazione del corrispondente centro di forza supremo, sahasrara.
Il distacco è l’opposto dell’attaccamento, o in altre parole, dell’incatenamento e del compiacimento larvale nell’illusione, nell’effimero. Lo stato di distacco rende possibile un fulmineo spostamento nel mondo spirituale e implica la rinuncia alle convinzioni illusorie sulla realtà e la capacità di abbandonarsi nel grande oceano misterioso dello Spirito Supremo di Dio Padre, aprendoci interiormente per poter vivere in modo spirituale, intenso e profondo tutto ciò che ci si presenterà in seguito. Non appena avremo cominciato a vivere in modo plenario e profondo questo stato di distacco, la realtà che conoscevamo fino a quel momento inizierà a trasformarsi come per magia, sotto i nostri occhi, e constateremo così di poter rinunciare facilmente e volontariamente alla limitante visione della realtà che avevamo prima.
Per mezzo di uno stato di distacco possiamo comprendere la realtà in un modo molto più profondo, spirituale, arrivando a vederla dalla prospettiva del piano sopramentale, e allora la realtà ci si rivelerà offrendoci una sorprendente libertà spirituale. L’accettazione di questo nuovo e misterioso mondo spirituale rappresenta uno stato creatore, strettamente legato al processo di distacco già intrapreso. Soprattutto in quel momento, prenderemo allora coscienza di una sublime ascensione al mondo dello Spirito, proprio come, analogicamente, una rottura delle catene che ci tenevano legati, come una presa di distanza dai nostri limiti, come un sublime e creativo stato di disillusione rispetto all’illusione generatrice di sofferenza; tutto questo sottolinea la nostra evasione spirituale dal mondo dell’inganno e dell’illusione a beneficio della dimensione della libertà spirituale.
Infatti, soprattutto quando impariamo a percorrere i primi passi sulla via spirituale, questo stato di distacco presuppone un vero e proprio atto di grande coraggio. Lo stato di distacco ci fa vivere, nel contempo, uno stato di invulnerabilità e ci porta a riconoscere lo stato sublime dell’onnipresenza divina. Lo stato spirituale di distacco ci rivela un orientamento spirituale ascendente, simile alla fulminea elevazione seguita dal volo estatico dello spirito verso l’alto. Il distacco ci permette di rinunciare immediatamente a tutto ciò che ci impedisce di abbracciare estaticamente Dio nella Sua trascendenza assoluta.
Lo stato spirituale di distacco provoca molto rapidamente una presa di distanza spirituale trionfante da tutte quelle idee limitanti che ci incatenavano, da tutti gli atteggiamenti, gli stratagemmi dell’ego e i progetti coercitivi del mentale inferiore. Quando lo stato spirituale di distacco diventa sufficientemente intenso e profondo, possiamo sentire l’abbraccio misterioso e pieno d’amore di Dio Padre. In quei momenti unici, in cui tutto si ferma e l’amore di Dio Padre ci abbraccia pienamente, dobbiamo donarci a Lui, così come un trapezista che si getta nel vuoto oppure come un paracadutista che si lancia con il paracadute nel vasto spazio sotto di lui.
Nella pratica yoga, il distacco è designato dal termine vairagya, che definisce uno stato spirituale elevato, caratterizzato da una calma profonda, silenzio interiore, assenza di passione limitante e la comparsa di uno stato di imparzialità. Nel momento in cui, grazie alla sua trasformazione spirituale, lo yogi tocca un tale stato profondo e costante, noto nella tradizione yoga con il nome di vairagya, si distacca e rinuncia in modo spontaneo alle preoccupazioni mondane inferiori, instaurandosi uno stato travolgente di distacco dalle passioni incatenanti (raga).
Nel famoso trattato Yoga Sutra di Patanjali, capitolo 1, sutra 15, lo stato di distacco (vairagya) è definito così: “Vairagya è il risveglio nell’essere del praticante yoga di uno stato di controllo interiore paranormale che lo porta a non avere più sete né di tutto quello che si vede nel mondo fisico né di quello che si rivela nel suo essere per quanto riguarda gli aspetti celesti (che si riferiscono all’universo astrale)”.
Nello yoga il distacco è considerato da Patanjali come uno dei due elementi essenziali della pratica spirituale, coronata dal successo; l’altro elemento essenziale consiste nella pratica spirituale costante e perseverante (abhyasa). Ma accanto al suo valore inestimabile nella pratica spirituale, il distacco è un ingrediente fondamentale se si vuole vivere una vita veramente felice. Coloro che ancora non si sentono sempre felici, senza dubbio non sono ancora riusciti a raggiungere un vero e proprio stato di distacco.
Lo stato di distacco può essere risvegliato, amplificato e approfondito nella nostra essenza attraverso diverse modalità yoga tradizionali, tra le quali ricordiamo:
– i diversi procedimenti spirituali che dinamizzano sahasrara,
– l’aumento dell’energia kundalini in sahasrara,
– una pratica adeguata del sistema tradizionale karma yoga,
– la consacrazione dei frutti delle azioni a Dio Padre,
– la tecnica spirituale segreta del parafulmine,
– la dinamizzazione della struttura sopramentale (vijnanamaya kosha),
– la pratica dell’amore con continenza, sempre accompagnata dalla consacrazione a Dio e dalla sublimazione adeguata delle energie a livello di sahasrara,
– le meditazioni di rivelazione del Sé,
– la meditazione di rivelazione della Verità Ultima Divina.
La comprensione vasta e profonda che risulta in seguito alla realizzazione di queste modalità yogiche ci permette, in un modo misterioso, di essere e rimanere permanentemente in uno stato superiore di pace profonda, di appagamento, di felicità e di equilibrio, che manifesta nella nostra essenza uno stato di distacco assoluto, indifferentemente dalla natura degli avvenimenti con cui ci confrontiamo.
Benché nella nostra vita il dolore possa comparire più volte, la sofferenza che solitamente lo accompagna è opzionale. Colui che è davvero distaccato, non soffrirà e non sarà turbato quando si confronterà con situazioni dolorose, che a dire il vero non sono mai casuali. In altre parole, qualsiasi cosa accada, quando a seguito di una vasta e profonda comprensione risvegliamo nella nostra essenza uno stato di distacco, saremo in grado di mantenere la nostra coscienza vigile, al di sopra della natura degli eventi, dato che saremo perfettamente distaccati e accetteremo saggiamente tutto quello che proviene da Dio, nella sua totalità.
Risvegliando lo stato spirituale di distacco, tramite una vasta e profonda comprensione, e mantenendolo nella nostra essenza, di fatto possiamo trionfare su tutte le difficoltà, grazie all’aiuto spirituale che Dio ci offre attraverso lo stesso stato spirituale di distacco che manifestiamo.
(tratto del Libretto del Raduno Internazionale di Yoga – Costinesti 2011)