L’ASTROLOGIA PER YOGANANDA

L’astrologia è spesso vista nel suo aspetto più terrestre di scienza che predice il futuro, tuttavia la vera scienza vedica cerca di spiegare la vera natura dell’universo e del ruolo di ogni individuo all’interno di esso. Yogananda narra di una conversazione avuta con il suo maestro spirituale, Swami Sri Yukteswar che era anche un astrologo provetto:

 

L’astrologia è lo studio della reazione dell’uomo agli stimoli planetari. Le stelle non hanno nessuna cosciente benevolenza o animosità cosciente; emanano solo radiazioni positive o negative. Di per se stesse non aiutano, nè nuocciono all’umanità, ma offrono una via legittima al concatenarsi esteriore tra causa ed effetto, cui ogni uomo ha dato inizio nel passato. Un bambino nasce nel giorno e nell’ora in cui i raggi celesti si trovano in matematica armonia con il suo karma individuale. Il suo tema natale è un autentico ritratto del suo inalterabile passato e del suo probabile futuro. Ma questo certificato di nascita può essere interpretato soltanto da uomini di grande saggezza e intuizione; e questi sono pochi.
Il messaggio arditamente divulgato attraverso i cieli al momento della nascita, non deve dare troppa importanza al fato determinato dal bene e dal male compiuti nelle vite precedenti, ma deve risvegliare la volontà dell’uomo di sottrarsi alla sua schiavitù universale. Quello che egli ha fatto, egli stesso può disfare. Nessuno, tranne lui, ha promosso quelle cause determinanti gli effetti che ora dominano la sua vita. Egli può superare ogni limitazione perché egli stesso l’ha creata con le sue azioni, e anche perché possiede risorse spirituali non soggette alle influenze planetarie. Il superstizioso timore reverenziale ispirato dall’astrologia rende gli uomini simili ad automi e sottoposti e schiavi di una guida meccanica. L’uomo saggio sconfigge i propri pianeti, e cioè il proprio passato assoggettandosi al Creatore invece che alla creazione. Più egli è convinto della sua perfetta unione con lo Spirito, meno si lascerà dominare dalla materia. L’anima è sempre libera; non ha fine perché non ha principio. Non può essere governata ciecamente dalle stelle. L’uomo è un’anima ed ha un corpo. Quando egli stabilisce con precisione il suo senso di identità, si libera da qualsiasi costrizione. Fino a quando resta nel suo confuso stato di amnesia spirituale, rimarrà incatenato alla legge nella quale vive.
Dio è armonia; il devoto che si intona ad essa non compirà mai azioni malvage. Le sue attività saranno sempre naturalmente ritmate in modo da accordarsi alla legge astrologica. Dopo aver pregato e meditato profondamente, egli acquista piena coscienza della divinità che è in lui, e nessun potere è più grande di quella protezione interiore. Paramhansa Yogananda