EROS

Simbolo platonico dello slancio sottile energetico, spirituale, verso la verità, la felicità, l’armonia, l’unità, il bene ed il bello (eros superiore) come pure dell’istinto sessuale di riproduzione della specie (eros inferiore). Eros, nella mitologia greca è il figlio di Poros (la Ricchezza) e di Penia (la Povertà), in quanto egli desidera ardentemente offrire a chi merita la sua abbondanza (la ricchezza effervescente del suo essere dotato di qualità), o aspira ad unirsi (fondersi) e risvegliare così e realizzare (ottenere) ciò che non possiede. Da qui deriva il mistero avvolgente ed il dinamismo dell’amore. Allo stesso tempo, l’eros intensamente vissuto, perfettamente controllato (con continenza) e profondamente trasfigurante porta la felicità, la perfezione, l’armonia, la forza benefica, il risveglio delle capacità paranormali latenti, la pienezza e la ricchezza della vita interiore. Nella psicanalisi, l’eros è l’insieme delle “pulsioni” integratrici della vita, manifestandosi attraverso la “libido”, dominato dal “principio di polarizzazione” (+ con -) e dal piacere che spesso viene represso dalla vita sociale (“principio di realtà”). Le forme di manifestazione delle energie sottili, misteriose dell’EROS sono, in moltissimi casi, di conseguenza, aggirate, mascherate, simboliche, immaginarie. Nello YOGA, la via della sua realizzazione superiore, attraverso la creazione (nel senso platonico), è la trasmutazione biologica e la sublimazione. L’eros represso e diffamato dalla civilizzazione industriale si libererà pienamente in una società altrettanto libera da ogni costrizione, pregiudizio aberrante, superstizione e restrizione, imprimendo alla vita sociale i caratteri del gioco, della fantasia creatrice e benefica, liberata dai vincoli, e dell’armonia estetica. Nella visione degli yogi, l’eros acquista un’accezione spirituale, sublime, trasfiguratrice e religiosa, riportando la religione al ruolo di fattore amalgamante, come “religione dell’amore”. Senza sottostimare l’immenso ruolo dell’eros (come pure delle altre funzioni naturali, psichiche ecc.) come fattore mobilizzante e profondamente integrante della vita e delle attività umane, la concezione yogica sull’essenza umana, quale prodotto delle relazioni cosmiche, integra le motivazioni dell’azione umana in una visione globale, divina, unitaria, tenendo contemporaneamente conto del peso specifico, del ruolo e dell’importanza di ognuna di queste. L’eros, quale manifestazione amorosa, è il corrispondente degli istinti sessuali, funzionando come fattore di coesione di tutto ciò che è vitale. Gli psicanalisti attirano l’attenzione proprio sulla “libido cellulare”, dove l’applicazione della libido ai rapporti tra le cellule porta alla constatazione che gli istinti sessuali e gli istinti della vita agiscono in ogni cellula, neutralizzando parzialmente gli istinti della morte (i processi da loro provocati) e mantenendo la vita. Le cellule germinali, avendo interamente bisogno della loro libido, “realizzano un narcisismo assoluto”. Una volta elaborato il concetto di libido narcisista e con l’estensione della libido su ogni cellula, l’istinto sessuale diventa eros, sinonimo delle pulsioni della vita. L’eros esercita le funzioni di apparizione della materia viva, essendo egli stesso l’istinto della vita, opposto all’istinto della morte (Thanatos). Il fatto che la libido si possa investire e che costituisca una manifestazione degli istinti sessuali (che determina la conservazione della vita) rende insufficiente l’opposizione iniziale tra gli istinti dell’Io e gli istinti sessuali. Riferendosi all’eros di PLATONE, FREUD lo considera molto vicino alla sessualità, sebbene la sessualità non si riduca solo alla funzione genitale. FREUD utilizza però il termine “sessuale” nel senso di eros. D’altro canto in FREUD la nozione di eros diventa sinonimo di pulsione della vita.