CRISTIANESIMO E YOGA

Vari indizi ci portano a credere che anche nel cristianesimo fosse conosciuta la realtà dei centri sottili e delle aperture di coscienza ad essi legati.
Nel gesto del piccolo segno della Croce che viene fatto dal sacerdote e dai fedeli all’inizio della lettura del Vangelo, il pollice della mano destra traccia una croce al centro della fronte, sulla bocca, sul petto. Ad ognuna di queste zone corrisponde un centro sottile, alla fronte corrisponde Ajna Chakra (nello yoga), la ghiandola della ipofisi, il centro coordinatore delle funzioni intellettuali e psichiche, la sede dello spirito di iniziativa, della generazione del Verbo; alla bocca corrisponde Vishuddha Chakra (nello yoga), la ghiandola tiroidea, in esso il Verbo generato nella fronte si riveste di suono e può essere espresso con vibrazioni appropriate; al cuore corrisponde Anahata Chakra (nello yoga), la ghiandola del timo. Questa zona governa l’emozione, il sentimento, l’amore.
Il piccolo segno della Croce collega quindi queste tre zone sottili, nell’annuncio della parola l’intelligenza, il suono, l’amore devono essere in perfetta armonia.

 

Nel rito del Battesimo il sacerdote traccia i segni sulla fronte e sul centro cardiaco del battezzando, impone la mano sul capo e al termine del rito traccia una croce col Crisma sulla sommità del capo.

 

Nella Cresima il Vescovo segna con la croce la fronte del cresimando, in quello della ordinazione sacerdotale pone le palme sul capo degli ordinandi.

 

Considerando questi riti, soprattutto se vi è stata una sperimentazione dei centri sottili e delle loro energie, alcune parole di Cristo acquisterebbero un significato più preciso e più vasto; per esempio le numerose parole sul “cuore”: la visione di Dio è concessa a chi ha il cuore non contaminato da germi del male (Mt. 5, 8); la lingua esprime ciò che domina nel cuore (Mt. 12, 34); il cuore segue le aspirazioni dell’uomo (Mt. 22, 37); di se stesso dice di essere umile e mite di cuore (Mt. 11, 29); Tutto ciò porta a supporre la conoscenza del centro del cuore.
La tradizione cristiana conosce soltanto i Chakra superiori mentali e cardio-affettivi. Viene da chiedersi perché il rituale cristiano non protegga i Chakra situati sotto il diaframma, da dove salgono gli impulsi che possono squilibrare il dominio dei centri superiori. Forse perché la religione dell’amore ha compreso che non è richiesto, per il risveglio del centro del cuore, il passaggio attraverso i tre primi Chakra; si può raggiungere la trasfigurazione partendo dall’animazione del cuore; anche il Bhakti yoga, lo yoga dell’amore, parte da questo centro.
Forse esistono due sentieri destinati a due differenti categorie di anime: la sublimazione delle energie sessuali, e quella della partenza dalla regione del cuore per anime eccezionali che non hanno subito, per un dono di grazia, il fascino della materia.

 

da Lo Yoga cristiano, anonimo